Ha il viso cosparso di lentiggini sempre sporco di terra, occhi vivaci color dell’acqua verde turchese, i capelli ricci rossicci,  spettinati, porta una collana amuleto di protezione e fortuna creato da lei stessa, a volte è una pietra, a volte un osso, o una radice,  un fiore, una pigna, o una piuma.

Vive sola, ma non è mai sola, il suo amico del cuore è un piccolo, simpatico pettirosso di montagna, vispo e allegro come lei. Tutti le vogliono bene, al mattino di buon’ora si sveglia con il picchiettar del picchio. Camosci, stambecchi, marmotte, cervi, caprioli, farfalle, vipere, rane, tutti la conoscono e nessuno la teme perché pure lei vive le stagioni del bosco, conosce e rispetta le regole della vita di montagna.

E’ a stretto contatto con la natura, la osserva, l’ascolta, la respira, la tocca, la gusta, e l’ ama immensamente.

Ho avuto diverse  occasioni e molta fortuna ad intravvederla su e giù per i sentieri, una volta era seduta sotto un gigantesco faggio incantata ad osservare la luminosità delle sue foglie, un’altra volta era sdraiata sull’erba ad osservare una formica instancabile che trascinava un filo d’erba, un’altra volta era ritta su un masso ed annusava l’aria che annunciava l’avvicinarsi di un temporale, un’altra volta  era carponi a terra a scavare nella buca   per salvare un topino, un’altra volta saltellava tra un sasso e l’altro e gustava il sapore dei mirtilli e rincorreva le farfalle.

I suoi sensi sono sempre attivi, osserva ogni minimo movimento  di tutte le creature anche le più minuscole, sente gli odori delle stagioni, tocca e accarezza  con delicatezza i fiori, gusta tutti i doni della natura, i frutti di bosco, le bache, i funghi, le radici, le erbe selvatiche. A volte semplicemente gioca con la terra, la annusa, e si sente un tutt’uno con il creato.

Altre volte è accovacciata tra le chiome più alte degli alberi a cinguettare con gli uccellini, o tranquillamente sdraiata ad osservare il movimento costante dell’acqua  dei ruscelli. Al mattino presto a camminare a piedi nudi per sentire la morbidezza dell’erba con le gocce di rugiada. Insomma è beata e felice della vita che fa.

Un giorno camminando nel fitto bosco inciampa  in una  radice di un gigantesco castagno vecchio di trecento anni e al suolo  tra le foglie  secche con grande sorpresa trova tra le radici  un antico  baule ricoperto di terra, e  muffa. Si guarda in giro molto sospettosa e pensa, come è arrivato un baule in montagna? Di chi può essere? Con emozione solleva il coperchio, è ricolmo  di cartine di montagna,di oggetti divertenti, e tantissime descrizioni di percorsi dei sentieri, lettere e fotografie. Questo baule era appartenuto a un vecchissimo eremita che aveva sempre vissuto sulle montagne della Valle aveva la barba lunga fino alle ginocchia e si racconta che le montagne parlavano con lui. Con grande saggezza ha scritto tutto quello che la montagna gli ha sussurrato, il vissuto della gente che ha lavorato e vissuto sulle montagne  centinaia di anni fa e il castagno si era preso cura del prezioso baule. Tutti i segreti delle montagne della Valle e dei suoi abitanti  erano custoditi dentro questo baule.

Da quando Felicias ha trovato il baule non  si sente più tranquilla nel bosco, perché qualcuno la spia, e la segue, è l’eremita che si è risvegliato dopo un lunghissimo sonno durato anni e anni. Nelle montagne tra una valle e l’altra rieccheggiano le urla di rabbia dell’eremita che durante la notte vaga alla ricerca del suo baule.

Durante un’escursione   mentre riposavo tranquilla immersa nei miei pensieri ho sentito dei lamenti, e il cinguettio di un uccellino molto agitato qualcuno stava piangendo ma non vedevo nessuno, ho alzato gli occhi e tra le chiome più alte di un larice ho visto la ragazzina accovacciata  con il suo pettirosso appoggiato sulla spalla E’ scesa dall’albero e mi si è avvicinata un po’ titubante. Tra un sospiro e un soffio di naso mi dice  che  mi segue sempre quando vado in montagna, e che lei ha un grande segreto troppo grande e bello  da tenere  solo per se stessa e  cerca qualcuno di fidato  per condividerlo .All’improvviso sparisce come un lampo e ritorna trascinando un baule, che magia quando lo apre mi mostra tutti i tesori. Sono i tesori dei racconti della montagna tutta la conoscenza  e sapienza dei Verzaschesi, racconti antichi, favole, leggende ,fotografie, tragedie, preghiere, ricette,  itinerari di sentieri non più frequentati, sprüg introvabili , le testimonianze degli abitanti della Valle e la loro cultura.

Assieme guardiamo il contenuto, la grande ricchezza del patrimonio che abbiamo tra le mani e decidiamo che tutto questo sapere dobbiamo trasmetterlo, farlo vivere, farne partecipi tutti gli amanti

della montagna, è troppo bello, ed è importante per noi Verzaschesi raccontare la nostra storia perché ne siamo orgogliosi ed è per questo motivo che abbiamo creato SENTIERINSIEME. Insieme andremo a scoprire i segreti del baule, andremo sulle montagne, nei luoghi descritti nei documenti trovati. non sentire più l’eremita urlare di rabbia e dolore, Felicitas  ha riportato il baule sotto il grande castagno lo ha ricoperto di foglie esattamente come lo aveva trovato.  L’eremita ha ritrovato la sua pace e continua tutt’ora  il suo  profondo sonno.

Felicitas ora si avvicina tranquillamente al guardiano castagno e a volte apre il baule sceglie un itinerario, una gita tra le montagne della Valle e il suo amico pettirosso vola, vola fino a casa mia e lascia una busta con le descrizioni, con la storia, sull’uscio di casa mia.

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